Il mio Giappone

Il Setsubun (節分) di primavera

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Ieri in Giappone si festeggiava il Setsubun (節分), ossia il cambio di stagione in base all’antico calendario lunisolare giapponese, che divideva l’anno in 24 cosiddetti termini solari.
Il primo dei due kanji tra parentesi significa “stagione, periodo” e il secondo “parte, divisione”. Il Setsubun rappresenta quindi il giorno in cui finisce una stagione e ne inizia un’altra.

Esempio di terrificante maschera per colui che interpreta il demone ;)

Esempio di terrificante maschera per colui che interpreta il demone 😉

Questo calendario venne ideato in Cina appositamente per regolare le attività agricole. I 24 termini solari sono relazionati ai cambiamenti di temperatura e alle condizioni atmosferiche, in modo da consentire ai contadini della Cina rurale di pianificare le varie attività legate alla semina e alla coltivazione.
In Giappone questo calendario non è più in vigore dal 1873, ma è rimasta la tradizione di festeggiare il 3 aprile il Setsubun di primavera, che apre la prima di quelle 24 stagioni.
Sempre in base a quel calendario, infatti, il 4 febbraio è il primo giorno della primavera nonché del nuovo anno ed è chiamato “Risshun” (立春 il sorgere della primavera).

Tradizionalmente, nel giorno di Setsubun di primavera venivano svolti rituali per allontanare gli spiriti maligni del vecchio anno e rendere propizio l’anno nuovo.
Alcuni di tali rituali sono rimasti vivi nella tradizione fino a oggi.

Fagioli di soia tostati con piccole alghe attorno

Fagioli di soia tostati con piccole alghe attorno

Uno di questi è il Mame Maki (豆撒き il lancio dei fagioli di soia). Viene solitamente celebrato in ambito domestico dal Toshi Otoko (年男 l’uomo dell’anno), cioè colui con il segno zodiacale corrispondente a quello dell’anno entrante o, in mancanza, il capofamiglia, e consiste nel gettare fagioli di soia (豆 mame) tostati contro un altro famigliare, che interpreta i panni di un demone (鬼 oni) e che a tale scopo indossa una maschera colorata.
Mentre si gettano i semi addosso all’Oni, bisogna dire la seguente frase: “Oni wa soto! Fuku wa uchi!” (“鬼は外! 福は内!”), che significa “I demoni fuori! La fortuna dentro!”.
Dopodiché l’usanza vuole che si raccolgano i fagioli e che ciascuno ne mangi tanti quanti il numero dei propri anni, più uno per il nuovo anno (ci tengo a precisare che in Giappone le scarpe si tolgono prima di entrare in casa, quindi, nel caso qualcosa cada per terra, non è così strano poterlo poi mangiare lo stesso. Inoltre, i giapponesi sono contrari a ogni tipo di spreco in ambito alimentare).

Il mio Ehoumaki

Il mio ehoumaki

Un altro rito interessante che i giapponesi praticano in questa giornata è originario della zona di Osaka, ma è diffusissimo anche qui a Tokyo: mangiare l’ehoumaki (恵方巻 il [sushi] roll della direzione fortunata).
In sostanza bisogna mangiare un sushi maki lungo all’incirca 20 cm restando completamente in silenzio e rivolti nella direzione della fortuna, che ogni anno è diversa in quanto stabilita in base al segno zodiacale del nuovo anno.
Facendo così, si avranno fortuna e buona salute nell’anno entrante.

Anche io, a modo mio, ho festeggiato questa giornata.
Sono andata a cena in una piccola izakaya e ho così scoperto che questa ricorrenza è celebrata anche nei ristoranti.
Mi sono divertita a mangiare il sushi maki, dopo essere stata debitamente informata dal cuoco sulla giusta direzione in cui rivolgermi.
Non ho rispettato appieno la tradizione perché ne ho mangiato solo metà (come vedete dalla foto il mio ehoumaki è tagliato in due parti), ma penso che vada bene anche in questo modo visto che altri miei coinquilini giapponesi hanno fatto lo stesso.
Anche nei konbini e nei supermercati ieri si potevano trovare facilmente tanti ehoumaki diversi. C’erano anche nella variante dolce, come ad esempio pan di Spagna sottile fuori (non so se fosse davvero pan di Spagna, ma ne aveva tutta l’aria!) e panna e fragole dentro.
I fagioli di soia della foto sono stati una deliziosa scoperta: sono buonissimi! Penso che la prossima volta che guarderò un film, invece dei classici pop-corn, prenderò un pacchetto di quelli da sgranocchiare.

Il lancio dei fagioli di soia è stata la parte più divertente della serata.
Al termine della cena all’izakaya, io e gli altri miei coinquilini siamo rincasati e abbiamo trovato in salotto il nostro coinquilino inglese. Lui non era venuto a cena con noi perché non si sentiva bene e, dettaglio non trascurabile, non sapeva nulla a proposito del Setsubun.
Potrete quindi immaginare il suo sconcerto quando abbiamo iniziato a bersagliarlo di fagioli di soia dicendo: “Oni wa soto! Fuku wa uchi!“. Dopo un piccolo ragguaglio su questa tradizione, anche lui ha preso parte ai festeggiamenti bersagliando noi!

E voi? L’anno prossimo festeggerete il Setsubun? Io sicuramente lo farò!

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