Il mio Giappone

Akihabara (秋葉原), l’elettrico volto otaku di Tokyo

| 1 commento

In questo articolo cedo la parola a mio marito Daniele, perché non conosco nessun altro che adora Akihabara quanto lui… o che comunque sarebbe riuscito a sopravvivere all’esperienza!

C’è un momento nella tua vita da otaku in cui scopri che non sei solo al mondo. Se dovessi dargli un nome, chiamerei quel momento Akihabara (秋葉原), che guarda caso è anche il nome di un quartiere di Tokyo.

Chi legge questo blog ormai saprà bene che Tokyo è una città con mille volti, che coniuga quasi senza stacchi modernità e tradizione. Akihabara (chiamato alcune volte Akiba per brevità) rappresenta la modernità più frenetica, quartiere figlio dell’elettronica, dei videogiochi, dei manga, delle idol e per farla breve di tutto ciò che emoziona noi otaku. Otaku (オタク) è infatti il termine che definisce chi è appassionato in modo estremo, in taluni casi anche morboso, di … tutto ciò che vive in Akihabara!

Voglio raccontarvi il mio viaggio in questo mondo incantato non attraverso il cibo (comunque presente in ogni angolo di strada nelle sue infinite declinazioni) ma attraverso quello che secondo me va visto e vissuto relativamente alla subcultura giapponese degli ultimi decenni.

Primo stop: Akihabara Radio Centerl’Akihabara Radio Center, il nucleo originale della Electric City. Ha l’aspetto di un micro-quartiere a tratti kitsch interno ad Akihabara, ma si tratta in effetti di un grande mercato dedicato interamente alla vendita di oggetti per l’elettronica, come ad esempio componentistica elettronica, dispositivi per la radiocomunicazione, luci led, cavi elettrici, ricambi, materiale usato, multimetri analogici e digitali, display e tanti tanti altri oggetti. Non mi sono soffermato a fare un’analisi dei prezzi, ma l’assortimento è davvero incredibile. Ci sono almeno tre stradine parallele che attraversano questa zona e un piano superiore affollato come quello inferiore, ma generalmente meno visitato dai turisti in quanto gli accessi non sono proprio visibili. Vi consiglio di girarlo tutto, anche solo per il gusto di (ri)scoprire oggetti che ormai vi sembreranno provenire da un remoto passato.

Secondo stop: Yodobashi Camera - AkibaYodobashi Camera – Akiba. Si trova proprio di fronte all’uscita della metro di Akihabara, e provo a raccontarvelo così: prendete un nostro Mediaworld, uno di quelli belli grandi, moltiplicatelo per dieci, e avrete ottenuto un piano di questo centro commerciale; prendete ora 6 di questi piani e metteteli uno sopra l’altro, aggiungete settimo e ottavo in cima per i ristoranti, e quattro sotto terra per il parcheggio. Fatto! Yodobashi Camera è una catena per l’elettronica di consumo, che ad Akihabara vende qualunque tipo di gadget legato all’elettronica, e quando dico qualunque intendo veramente di tutto. Vi si trovano, in ordine sparso: un piano intero dedicato alla telefonia, di cui metà alle cover per cellulari (sì, sono messi peggio di noi italiani!), uno dedicato ai personal computer e ai portatili, uno dedicato alla fotografia e ai video, uno alla musica, uno agli elettrodomestici, uno ai videogiochi, più una miriade di tante altre cose tra cui biciclette, pannolini, prodotti per l’igiene o copri water. Se avete bisogno di qualcosa nel mondo dell’elettronica, qui sicuramente c’è. Vi stupiranno di sicuro le dimensioni, l’assortimento, la pulizia e, per finire, il gingle/sigla della catena Yodobashi che potrete ascoltare insistentemente su ogni piano. Il prezzo delle cose saranno l’unico tasto dolente, dato che in Giappone, contrariamente a quanto si crede, i prezzi dell’elettronica sono davvero alti.

Terzo stop: AKB48 Theatrele AKB48. Il fenomeno delle idol, ovvero di quelle ragazzine che raggiungono un successo strepitoso in breve tempo, vendono compilation, fanno concerti, spopolano come non mai tra i ragazzini e poi scompaiono nel nulla, ha toccato ovviamente anche Akihabara. Qui sono nate le AKB48, un gruppo originariamente di 48 idol che prende il nome proprio dal quartiere, e che ormai conta più di un centinaio di membri, essendosi espanso molto visto il successo degli ultimi anni. Ad Akihabara (loro città “natale”) esistono perciò l’AKB48 Theater, dove si esibiscono regolarmente in concerti per i fan, e l’AKB48 Café, molto vicino ad una delle uscite della stazione ferroviaria. Qui è possibile mangiare e bere qualcosina come in un normale café e, se vi avanzano dei soldi magari, anche acquistare uno dei vari souvenir di una delle tante ragazze del gruppo. Inoltre, visto che siete otaku (giusto) e curiosi, proprio di fianco troverete il Gundam Café (dotato di zona café e zona souvenir), che prende spunto dal famosissimo “robottone” giapponese. Se non vi interessa mangiare o acquistare, è comunque una buona scusa visitarlo per osservare la riproduzione di un Gundam in miniatura all’ingresso.

Quarto stop: GAME TAITO Stationle sale giochi. Ad Akihabara non si può non giocare, che sia con nuovi videogiochi all’ultimo grido o con qualche vecchia console vintage tornata alla luce da chissà dove. Qui troverete i giganteschi palazzi di SEGA e TAITO, interamente dedicati ai videogiochi (ricordate le nostre vecchie sale giochi? Ecco, ci siamo quasi …) con controlli molto evoluti (touch screen, tamburi, auto e moto iper-realistiche, telecamere 3D, …), grafiche avanzatissime, e complessità dei giochi paragonabile se non superiore a quella delle console next-gen. Avete poi presenti le macchine a gettoni col braccio robotico che vi permettono di vincere giochini, peluche e altre chincaglierie che di solito si trovano nei nostri centri commerciali? Beh, qui ci sono interi piani dedicati solo a quello, con all’interno premi che riflettono le mode del momento in fatto di anime e manga (immancabili sono Dragon Ball, One Piece e Pokémon). E per finire vi imbatterete in file e file di capsule station, le popolari macchine a gettoni che per qualche centinaio di yen vi restituiranno una sfera con dentro un oggetto collezionabile, sempre legato a prodotti della cultura otaku.

E adesso prendiamoci un attimo di pausa. Serve un po’ di tempo per digerire questa prima parte del viaggio. Vi saluto qui e vi do appuntamento su questo blog a breve per proseguire insieme la visita di Akihabara, the Electric City (vai all’articolo).

Daniele

Un commento

  1. Pingback: Il volto intrigante di Akihabara | Il mio Giappone

Lascia un commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.