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Otaru

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Passeggiando sotto il sole per le strade di Otaru

Passeggiando sotto il sole per le strade di Otaru

A circa tre quarti d’ora in treno da Sapporo si trova Otaru.
Prima di partire per l’Hokkaido, mentre stavo pianificando la mia vacanza, mi era capitato di leggere su internet che Otaru è considerata la “città del sushi” perché è piena di ristoranti di sushi e che vale assolutamente la pena provarlo.
La seconda cosa che avevo letto era che in Otaru si trova un pittoresco canale parallelo al mare, sulle cui acque è possibile farsi trasportare da barche guidate da gente del luogo.
Il mio progetto era quindi mangiare sushi e fare un sacco di foto al canale.

Purtroppo, il giorno prima della partenza, le previsioni del tempo dicevano che ci sarebbe stata un po’ di pioggia, ma ho deciso che avrei preso lo stesso il treno da Sapporo a Otaru, perché non mi sarebbe ricapitato tanto presto di tornare in Hokkaido.
La morale della storia è di non riporre fiducia cieca nelle previsioni del tempo, perché la mattina della mia partenza c’era un cielo azzurro meraviglioso!

Vetrina di un ristorante di sushi in Sushiyadori

Vetrina di un ristorante di sushi in Sushiyadori

Per quanto riguarda il sushi, ho scoperto che in realtà c’è una “via dei negozi di sushi”  chiamata appunto Sushiyadori, dove si concentrano vari ristoranti di sushi, la maggior parte dei quali serve come specialità i ricci di mare.
Nell’indecisione, dopo aver guardato e riguardato le riproduzioni in plastica (sempre molto realistiche!) dei piatti di ogni ristorante, mi sono risoluta a entrare in uno scegliendolo puramente a caso.
Il sushi era buono, ma ne ho mangiato di meglio a Tokyo.
La mia conclusione è questa: se siete patiti di ricci di mare andate in Sushiyadori, altrimenti optate per qualche altro piatto meno costoso del sushi perché a Tokyo in generale è più buono.

Tanti gabbiani lungo il canale

Tanti gabbiani lungo il canale

La seconda parte del mio piano prevedeva la visita al canale, che mi è piaciuto tantissimo! Ho quasi esaurito la carica del mio cellulare tante sono le foto che ho scattato, e mi sono divertita a guardare i numerosi gabbiani volare e le persone, invero poche, viaggiare nelle barche sul fiume.

Ma la bellezza di Otaru non si esaurisce qui. Le cose che mi hanno colpita maggiormente sono proprio quelle di cui non sapevo nulla e che ho scoperto recandomi sul luogo.
Questa cittadina è splendida: alle spalle della stazione ci sono le montagne, di fronte si trova il mare, e quando c’è bel tempo i turisti arrivano in visita ma senza rendere le strade un formicaio. Forse non era troppo affollato quando ci sono andata io perché era un giorno feriale; in ogni caso, questo mi ha aiutato a osservare la città con maggiore agio.

Fuurin

Fuurin

Ho scoperto che Otaru è famosissima per le creazioni di vetro, che sono rinomate come a Venezia lo è il vetro di Murano. Ci sono diversi negozi, situati soprattutto in Sakaimachi (una via della città) dove è possibile ammirare stupende creazioni artigianali, tra cui bicchieri, statuette, fermacapelli e, soprattutto, i tradizionali fuurin (風鈴), ossia i campanellini che suonano al vento.
Il giorno in cui sono andata a Otaru c’era un sole che spacccava le pietre e, anche se non c’era affatto umidità, verso l’ora di pranzo si cuoceva. Però la gente, io compresa, non si fermava nei negozi dei vetrai solo per trovare riparo dai raggi del sole, ma soprattutto per ammirare i bellissimi lavori di questi artisti del vetro.

La nave più grande

La nave più grande

Altra cosa che ho adorato? Il porto.
Non avevo nemmeno pensato di andarci, ma era proprio a due passi dal canale e quindi una visita mi sembrava dovuta.
E’ stato fantastico. Il profumo dell’acqua salmastra, il cigolio degli ormeggi, la luce calda del sole, il vento dell’oceano piacevolmente fresco e vigoroso: in quel momento sarei salita su una delle grandi navi ormeggiate alla banchina e sarei salpata per qualunque destinazione. Per la serie: “Sono un pirata e la mia casa è l’oceano”.

Percorrendo il porto in lungo e in largo, ho incontrato alcuni pescatori all’opera che rispecchiavano in tutto e per tutto il mio personale stereotipo di pescatore. Erano abbastanza anziani, indossavano il cappellino con la visiera e gli occhiali e, quando lanciavano la lenza in acqua diventavano immobili come statue di sale. Avete in mente quando i predatori nella savana si accingono a cacciare? Ecco, la stessa cosa.
Io mi annoierei da morire a pescare, ma ogni tanto mi piace guardare chi pesca. Può essere uno spettacolo affascinante.

Ecco la mia visuale dalla panchina nel parco

Ecco la mia visuale dalla panchina nel parco

Esattamente di fianco al porto c’è un il parco di Ironai futoo (色内埠頭公園 Ironai futoo kooen, letteralmente “parco del pontile di Ironai”, e Ironai è il nome di un luogo) con un campo da calcio e varie panchine all’ombra e non. Non so perché, ma quando mi ci sono recata c’eravamo solo io e altri due turisti. Forse perché è un po’ distante dalla stazione e tutti tendono a rimanere nei pressi del canale o della via del sushi.
In ogni caso, era così incredibilmente piacevole guardare il mare circondata dal verde del prato e rinfrescata dal vento, che sono rimasta spalmata sulla panchina per una mezz’oretta.
Senza dubbio me la sono goduta, ma non sono stata immune da conseguenze. Sono caduta vittima del solito subdolo vento. Era così fresco che non mi ha fatto sentire la calura del sole delle 15:00, così quando sono tornata a casa mi sono trovata con
una “bella” abbronzatura (o meglio, scottatura…) da ciclista: il collo e metà braccia ustionati dal sole e il resto bianco come prima!

Ingresso al Sankaku Ichiba, la vietta dei negozi di pesce

Ingresso del Sankaku Ichiba, la vietta dei negozi di pesce

Prima di tornare a Sapporo, ho fatto un giro nella piccola via che si trova giusto giusto a destra per chi guarda la stazione. Questa vietta coperta e strettissima si chiama Sankaku Ichiba (三角市場, letteralmente “triangolo mercato”) e vi si respira un intenso odore di pesce perché le varie bancarelle e i ristoranti vendono per l’appunto quello.

Infine, non potevo lasciare Otaru senza provare anche qui il famoso gelato al latte delle mucche dell’Hokkaido. E ovviamente, così come a Sapporo, era buonissimo.

Quando verrete in Hokkaido, se potrete e se ci sarà bel tempo, dedicate una giornata a questa piacevolissima cittadina: vi piacerà tantissimo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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