Il mio Giappone

La città fantasma Asahikawa e i fiori di Nakafurano

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Una tra le varie donne nude della città

Una tra le varie donne nude della città

Non era nei miei piani andare ad Asahikawa.
Ho prenotato un albergo lì solo perché non avevo trovato posto a Nakafurano, ossia vicino ai campi di lavanda che mi ero proposta di andare ad ammirare.
In effetti, a meno che non siate appassionati di luoghi fantasma, non ho motivo di consigliarvi un soggiorno in questa città. Stando alle informazioni che ho trovato su internet, Asahikawa è la seconda città più popolata dell’Hokkaido dopo Sapporo ma, eccettuati circa venti metri quadrati di uno spiazzo pedonale in cui erano radunate un po’ di persone, non ho trovato in giro praticamente anima viva. Forse perché i ristoranti chiudono in genere verso le 20:30 (l’ultima ordinazione è alle 20:00) e i negozi ben prima.
L’unico elemento che vivacizza un po’ l’atmosfera sono le diverse statue sparse per la strada principale della città, la maggior parte delle quali riproduce donne nude.

Ci sono state tuttavia alcune eccezioni che hanno dato colore alla mia vacanza e l’hanno resa speciale.

Curry nepalese e nan

Curry nepalese e naan

La prima è il cosiddetto Villaggio del Ramen. E’ una costruzione che si trova presso la desolata, ma stranamente pittoresca, stazione di Minami-Nagayama e che ospita una decina di ristoranti di ramen. Io ne ho provato uno a caso: buonissimo!
Il secondo motivo di gaudio è stato il ristorante di curry Namastè Nepal, situato proprio di fianco al mio albergo. Ho infatti recentemente scoperto che, tra i più popolari tipi di curry qui in Giappone, ossia quello giapponese, etiope e nepalese, il mio preferito è senza dubbio quest’ultimo. Ha un sapore fantastico e si mangia insieme a un’enorme focaccia chiamata “Naan”, che non avevo mai visto in vita mia.

Campo di lavanda a Tomita Farm

Campo di lavanda a Tomita Farm

La terza nonché principale ragione che mi ha resa felicissima sono stati ovviamente i campi di lavanda di Nakafurano, e più precisamente di Tomita Farm. In verità, a Tomita Farm non c’è solo la lavanda ma molti altri fiori, che regalano tutti senza eccezione uno spettacolo mozzafiato.
La fattoria dista solo una ventina di minuti a piedi dalla stazione di Nakafurano e l’ingresso è gratuito.
Ho scoperto che a Tomita Farm, tra svariate altre cose, vendono gelati alla lavanda (niente di memorabile) e al melone. I meloni non solo sono speciali, ma sono i migliori che io abbia mai provato. Se vi capitasse di passare da quelle parti, non esitate a provarne una fetta!
Per quanto riguarda i fiori, non ho molto da dire se non che sono meravigliosi e spero che le mie foto ve lo dimostrino.
Mi raccomando, se venite in Giappone a luglio andate ad ammirarli!

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