Il mio Giappone

Kanazawa. Perché?

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Una delle poche persone in giro per Kanazawa ;-)

Una delle poche persone in giro per Kanazawa 😉

Kanazawa è simile ad Asahikawa: pochissima gente in giro e una statua di donna nuda piazzata per strada che ravviva un po’ la situazione.
E quindi perché ci sono andata?
La ragione principale è che volevo vedere il giardino Kenrokuen, uno dei più grandi e famosi del Giappone. I miei coinquilini giapponesi mi avevano detto che questo giardino regala il meglio di sé in inverno, ma dal momento che quest’inverno sarò di nuovo in Italia, ho deciso che una visita anche d’estate era meglio di niente.
Sbagliavo. Anche se ho visto qualche scorcio gradevole, il Kenrokuen in versione estiva non mi ha affatto impressionata.

Mi è invece piaciuto molto il castello di Kanazawa, che si trova esattamente di fianco al Kenrokuen. E’ un complesso di edifici grande ed elegante situato in un bel parco.

Kenrokuen

Kenrokuen

Sarà perché dal piccolo bosco sulla collinetta all’interno del parco ho potuto ammirare il castello nel suo complesso, sarà perché all’ingresso c’è un vasto spiazzo erboso curatissimo con un laghetto pieno di ninfee, sarà perché il possente portone del castello è costruito con un caldo legno bicromatico a righe, sta di fatto che ho trovato questo castello davvero affascinante.

Un’altra cosa che ha dato senso alla mia gita a Kanazawa è stata la casa del samurai Nomura (si trova qui), che risale al 1600 ed è circondata da un piccolo ma splendido giardino. A pochi passi da lì (e più precisamente qui), si trova il negozio di dolci Murakami, che è l’unico in cui è possibile acquistare i “fukusamochi”, ossia dei morbidi dolci costituiti da crepes contenenti palline di riso glutinoso e marmellata di fagioli azuki.

Che spettacolo questo castello, non è vero?

Che spettacolo questo castello, non è vero?

Una scoperta interessante è stata l’Higashi Chaya District (東茶屋街 “Higashi Chaya Gai”), ossia il quartiere dedicato alle case da tè. Anticamente le case da tè erano luoghi in cui le geisha intrattenevano ospiti facoltosi.
Anche se quando ci sono io andata di geisha non ne ho viste, sono convinta che valga assolutamente la pena fare un tuffo nel passato visitando questo quartiere: le case da tè non hanno subito grosse modifiche da quando sono state costruite (la più antica, la casa da tè Shima, risale al 1820), gli edifici in generale sono bassi e fatti di legno e l’atmosfera che si respira è intima e raccolta.

La mia pausa tè

La mia pausa tè

In una di queste case da tè, la Sabō Soshin (茶房 素心, “Sabō Soshin”, dove “Sabō” significa “casa da tè” e “Soshin” è un nome proprio) mi sono concessa l’esperienza di bere del sencha (tè verde giapponese) e di provare un dolce, e sono stata molto soddisfatta sia del cibo sia dell’ambiente rilassato e tradizionale. Insomma, è stato un momento perfetto in una piovosa giornata a Kanazawa.

Meno degno di nota, ma comunque interessante, è l’Omicho Market (近江町市場, “Ōmichō Ichiba”). Come di frequente capita nelle città giapponesi (ad esempio il Sankaku Market a Otaru o il Nishiki Market a Kyoto), si trovano lunghe gallerie colorate, sui cui lati si affacciano innumerevoli negozietti che espongono le proprie merci su bancarelle.
Anche qui a Kanazawa ce n’è uno.

Stazione3 dettaglioC’è altro da vedere?
Per chi si diletta di architettura, credo che la stazione di Kanazawa, un imponente edificio con una notevole costruzione in legno all’ingresso, sia di grande rilievo.

E invece pensando a dove si può andare a mangiare in questa città?
Di solito quando non si ha idea di dove trovare cibo decente, in Giappone è bene prendere come riferimento le stazioni. Talvolta in Italia le stazioni, pur avendo magari un valore artistico, non sono luoghi raccomandabili a causa della gente che ci gravita dentro o attorno; qui invece sono posti molto alla moda, con un sacco di negozi glamour e ristoranti deliziosi.
Ebbene, nella stazione di Kanazawa ho trovato il German Bakery, il bar perfetto in cui fare colazione. Il cappuccino è uno dei migliori che abbia bevuto in terra nipponica, e il vasto assortimento di paste e panini variamente assortiti è perfetto per iniziare la giornata.
Anche se ormai sono in Giappone da quasi un anno, non riesco proprio a fare colazione in stile diverso da quello italiano, perché per me è inconcepibile mangiare appena sveglia pesce, riso, noodles, etc. Qui infatti a colazione mangiano le stesse cose che mangiano a pranzo o a cena.

La mia cena al Mendonya

La mia cena al Mendonya

Un altro posto che vi posso consigliare è il ristorante Mendonya (麺丼や), che ho trovato per puro caso al secondo piano di un centro commerciale (qui). Lì ho cenato con una soba buonissima e un discreto tempura.

Quindi che ne dite? La farete una visita a Kanazawa? Ecco, se riusciste a venire d’inverno sarebbe perfetto, così anche il Kenrokuen, coperto di bianca neve, apparirebbe nella sua veste migliore.

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