Il mio Giappone

Kyoto, il sogno

| 0 commenti

Gion

Gion

Kyoto è la città in cui il passato continua a vivere nel presente, interagisce con esso e crea realtà uniche e indimenticabili.
Molte donne indossano il kimono o lo yukata (abiti tradizionali giapponesi), le case sono basse e costruite in legno, i fili della corrente a volte creano caotici pergolati per strada e, in generale, il ritmo della vita scorre più lento che nella capitale.

Gion, il quartiere per eccellenza delle geisha, di giorno brulica un mare di turisti che scattano foto e osservano ogni dove, ci sono anche molti giapponesi indaffarati in commissioni varie e, se si è davvero fortunati, si può scorgere una geisha o un’apprendista geisha (maiko). Io sono stata fortunata, e vederle camminare per strada in piccoli eleganti passi è come ammirare dei fiori che scivolano sull’acqua: una grazia inimitabile.

Una geisha in Pontocho

Una geisha in Pontocho

Anche nella stradetta Pontocho può capitare di incontrare una geisha, ma l’attrazione principale di questa stradina strettissima parallela al fiume Kamo sono i ristoranti, che letteralmente ricoprono entrambi i lati della via e animano la notte con calde luci e promesse di cibi deliziosi.

I templi più famosi, come il Kinkakuji (il tempio d’oro), il Kiyomizudera (il tempio dell’acqua pura) e il santuario Yasaka, sono costantemente meta di turisti e credenti, perché conservano un fascino magico che non smette mai di ammaliare.

A rendere meravigliosa Kyoto sono anche le case da tè.
Quella in cui servono i dolci tradizionali migliori si trova vicino al santuario Yasaka e si chiama Gion Koishi (祇園小石, che significa “piccolo sasso” e si trova qui). Nella vetrina è sempre esposta una serie di riproduzioni di dolci da leccarsi i baffi. E’ meglio andarci di mattina (apre alle 10:30), perché di pomeriggio capita spesso che ci sia fila.

Il Kinkakuji

Il Kinkakuji

La casa da tè più bella, invece, si trova non distante dal Kiyomizudera e si chiama Rakushou (洛匠, ed è qui).
Questa antica casa vanta una splendida sala in stile tradizionale con tatami e tavoli bassi, sedendosi ai quali si possono ammirare un giardino e un laghetto pieno di carpe, considerate animali sacri in Giappone. Alcune di queste carpe hanno anche vent’anni e tutte sfoggiano colori strepitosi, che spaziano dal rosso al giallo, per arrivare a un blu brillante. In questa casa da tè i dolci sono molto buoni, ma non raggiungono i livelli del Gion Koishi.

Nishiki Market

Nishiki Market

Parlando ancora di cibo, se desiderate rifarvi gli occhi e il palato guardando e assaggiando ogni tipo di pietanza possibile, andate al Nishiki Market (qui). E’ uno dei mercati coperti più famosi del Giappone e consta di una lunghissima galleria colorata sulla quale si affaccia una serie infinita di negozi, che espongono su bancarelle le loro merci. E’ possibile provare quasi tutto, perché ogni bancarella mette a disposizione assaggi.
È lì che si trova il mio negozio di takoyaki preferito: a soli 200 yen (meno di due euro!) è possibile mangiare sei takoyaki, che peraltro sono i più buoni che abbia provato.
Anche se sono pochi, nel Nishiki Market ci sono negozi che non vendono cibo. Uno di questi merita attenzione, perché vende tutti prodotti fatti a mano, come ad esempio borsette, peluche, astucci e altre creazioni coloratissime e curatissime. Io le adoro tutte!

Un'okonomiyaki da Mr Young Men

Un’okonomiyaki da Mr Young Men

Un altro posto in cui vi consiglio di andare è il ristorantino Mr. Young Men (qui). La prima volta ci sono entrata perché ho visto che era pieno di giapponesi e ho pensato: “Se piace a così tanta gente, un motivo ci dev’essere!”. Il motivo c’è. Anche se è un locale piccolo e l’arredamento è vecchio e un po’ trascurato, il cibo è buonissimo! Il ramen, l’okonomiyaki, la yakisoba, gli onigiri… è tutto fantastico.

Anche l’immensa stazione di Kyoto è piena di squisiti ristoranti.
Innanzitutto vi si trova un negozio chiamato Tsujiri che vende, a parere di vari giapponesi e a parere anche mio, il miglior gelato al tè verde.
Il decimo piano della stazione è interamente dedicato a negozi di ramen. Io sono entrata in uno a caso e sono rimasta soddisfattissima.
L’undicesimo piano pullula di prelibati ristoranti. Io ho pranzato da Mimiu, dove ho consumato un’ottima soba guarnita con yuba.

Uno dei carri la sera prima dello Yamaboko Junkō

Uno dei carri la sera prima dello Yamaboko Junkō

C’è altro?
Ebbene sì. In verità il motivo per cui quest’estate ho deciso di tornare a Kyoto per la terza volta nella mia vita è il Gion Matsuri (祗園祭), il festival più famoso del Giappone. Questo festival dura tutto il mese di luglio e raggiunge il suo culmine il giorno 17 con una sfilata di carri chiamata Yamaboko Junkō (山鉾巡行).
I carri sono grandi, sfoggiano cimeli preziosi, trasportano persone che suonano strumenti musicali e… vengono trasportati interamente a mano!
I carri che sfilano sono una trentina. Io sono rimasta a vederli tutti, il che significa che sono stata in piedi per tre ore al caldo soffocante, schiacciata in mezzo a una folla sudata e piena di persone desiderose di scattare foto in prima fila: insomma, è stato orribile e non lo farò mai più. Soprattutto perché dopo aver visto qualche carro, è inutile stare a vederli tutti perché, ad un occhio inesperto come il mio, non cambia poi molto.
Quindi, nonostante che la parata non mi abbia impressionata particolarmente, credo che almeno una volta valga comunque la pena di andare a Kyoto intorno al 17 luglio, perché nelle tre sere che precedono quel giorno le strade del centro si riempiono di bancarelle che vendono cibi buonissimi (come la “じゃがバター”, ossia la “Jaga-bata”, la patata col burro, cui si possono aggiungere salse e mais) e varie case private espongono al pubblico cimeli di famiglia. Insomma, si respira un clima molto più frizzante del solito, che conferisce un fascino tutto nuovo al sempre incantevole volto notturno della città.

Fiume Kamo

Fiume Kamo

Ovviamente, anche senza Gion Matsuri, Kyoto conserva comunque un’atmosfera magica. Sia di giorno sia di notte le acque del fiume Kamo brillano di luce riflessa; Shijo dori, la strada principale della città, è piena di vita e il quartiere Gion regala ogni volta emozioni uniche con le sue case in stile tradizionale e la possibilità di vedere delle geisha uscire direttamente dal passato per camminare tra noi.

Spero di avervi fatto venire almeno un pochino di voglia di visitare questa città, che è tuttora la mia preferita tra quelle che ho visitato.

 

Lascia un commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.