Il mio Giappone

Nara, i suoi guardiani e l’Isuien

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Ho soggiornato a Nara solo per un giorno e mezzo, ma questo breve lasso di tempo è stato sufficiente per farmi piacere molto questa città.
In parte perché l’hotel in cui ho alloggiato (il Super Hotel Lohas) era davvero confortevole e il personale particolarmente gentile, in parte perché ho visto dei templi spettacolari e dei luoghi incantevoli.

Il buddha del Tōdaiji

Il buddha del Tōdaiji

Uno dei templi più famosi in tutto il Giappone si trova proprio qui ed è il Tōdaiji (東大寺).
Vi si accede attraverso un immenso ingresso in legno chiamato Nandaimon.
A destra e a sinistra di questo imponente ingresso vi sono due nicchie, ciascuna delle quali ospita la statua di un guardiano. Uno ha la bocca aperta ed è chiamato Agyō (阿形); l’altro ha la bocca chiusa e il suo nome è Ungyō (吽形).
Entrambe le statue hanno un aspetto feroce e spaventoso ma, nonostante le fattezze poco rassicuranti, vengono chiamate Niō (仁王), ossia “benevoli guardiani”. Il motivo è che le loro sembianze terrorizzanti servono a spaventare e scacciare gli spiriti maligni, e dunque a proteggere il tempio.

Tamonten

Tamonten

Oltrepassando l’ingresso, si incontra sulla destra un laghetto con una bella nave di legno.
Dopo il laghetto si giunge a un vasto portico, attraversato il quale si può vedere un’imponente costruzione in legno chiamata Daibutsuden (大仏殿).
Questa è la costruzione in legno più grande al mondo, e al suo interno ospita una statua in bronzo del Buddha, anch’essa impressionante per dimensioni.
Di tutte le cose che si trovano all’interno di tale costruzione, sono state proprio le statue posizionate a destra e a sinistra del Buddha a colpirmi maggiormente.
Tali statue rappresentano Tamonten (多聞天) e Kōmokuten (広目天), rispettivamente il re del nord (altrimenti detto “colui che tutto ode”) e il re dell’ovest (altrimenti detto “colui che tutto vede”).
Il primo ha in mano una scatola del tesoro a forma di pagoda, e con il contenuto di essa concede ricchezza solo ai meritevoli. Il secondo tiene nella mano destra un pennello per inchiostro e nella sinistra un rotolo di sutra, grazie ai quali può concedere la salvezza a tutte le creature senzienti.

Un altro complesso templare molto famoso è il Kōfukuji (興福寺), più volte andato distrutto dalle fiamme e poi ricostruito. L’edificio più noto di questo complesso è una pagoda a cinque piani alta una cinquantina di metri. E’ una delle più alte del Giappone.

isuien-cascatellaOltre ai templi, c’è un’altra cosa che ho apprezzato molto a Nara: l’Isuien (依水園), un piccolo ma bellissimo giardino tradizionale giapponese risalente al periodo Edo.
Il biglietto d’ingresso ha un costo un po’ elevato per gli standard giapponesi (costa 900 yen, vale a dire poco meno di 8 euro), e nel prezzo è compresa la visita al museo Neiraku, che mi ha lasciata del tutto indifferente.
Era mia intenzione acquistare l’ingresso solo per il giardino, ma alla reception mi hanno detto che il biglietto era indivisibile.
In ogni caso, vale la pena visitare l’Isuien, che si è rivelato essere un piccolo gioiello.

Non sembra Bambi?

Non sembra Bambi?

Nonostante le bellezze artistiche e paesaggistiche, i veri protagonisti di Nara sono esseri viventi e, per la precisione, cervi (鹿, shika).
Si trovano dovunque nel parco di Nara, sono abituati alla presenza dell’uomo ed è facile avvicinarli se si acquistano, presso le bancarelle distribuite lungo le vie del parco, i cosiddetti “shikasenbei” (鹿せんべい), ossia dei biscotti rotondi di cui sono ghiotti.

Per quanto riguarda il cibo, ho gustato un’ottima cena all’ Edogawa Naramachi (che si trova qui), un ristorante dedicato alla cucina delle anguille situato in un edificio di legno in stile tradizionale. All’ingresso si devono indossare delle ciabattine e poi si viene condotti in una sala dove si mangia seduti su cuscini. Ci sono molti piatti diversi nel menu, tutti con la relativa foto. Quello che ho provato io mi è piaciuto moltissimo.

Le uniche pecche in questo viaggio a Nara sono state il clima insopportabilmente caldo e afoso di luglio e la chiusura per ferie del ristorante Kondō (che si trova qui), specializzato nella preparazione di raffinate cene interamente a base di tofu.
Se non altro, adesso ho una ragione in più per tornare a visitare questa amena cittadina!

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